De Benedetti attacca Google ed elogia i tablet
I grandi editori riuniti a convegno lanciano strali contro Google ed elogiano i tablet, come strumenti per rilanciare l'informazione autorevole. De Benedetti polemico su Google.
Il convegno "Giochiamoci il futuro", organizzato da Between a Capri, sancisce l'unione degli storici gruppi rivali de L'Espresso e Mediaset contro il nemico comune: Google principalmente, accusato di parassitismo, ma fra le righe degli interventi emerge anche una volontà di rivalsa verso i piccoli editori online e le Telco, che approfitterebbero della mancanza di regolamentazione sulla circolazione dei contenuti in Rete per gonfiare il proprio traffico senza spendere alcunché.

Suscitano invece entusiasmo gli smartphone ed i tablet, e soprattutto iPhone e iPad, per via delle opportunità di business che aprono: si spera che siano in tanti a leggere quotidiani e settimanali a pagamento sugli schermi touch.
E' risaputo che l'editoria tradizionale attraversa un momento di crisi perché una parte degli investimenti pubblicitari si è spostata su Internet. I grandi editori si sono accorti delle potenzialità del Web solo quando il fenomeno era ormai esploso e si trovano ora nella situazione di recuperare terreno inventando un modello di business che possa consentire di capitalizzare l'autorevolezza e l'influenza guadagnate altrove, principalmente sulla carta stampata e sulla TV.
I primi tentativi sono stati però fallimentari: chi ha provato a far pagare l'accesso all'informazione online è stato bocciato, e le azioni legali intentate contro Youtube hanno avuto vicende alterne. Ecco quindi la nuova idea: i contenuti restano liberi, ma gli utenti dovranno pagare per usufruire di servizi aggiuntivi, come i commenti.
A prima vista la trovata sembrerebbe balzana: perché mai gli internauti che hanno dimostrato di non voler pagare per ricevere un servizio dovrebbero prestarne uno per giunta pagando di tasca propria? Ma tutto è possibile, su Internet...
Ultimo aggiornamento Domenica 10 Ottobre 2010 17:08



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