Broadcom sarà di Avago, per 37 miliardi di dollariAvago starebbe per acquistare Broadcom per 37 miliardi di dollari. L'operazione, che è tra le più imponenti del settore tecnologico, si completerà entro la fine dell'anno e darà vita alla nuova Broadcom LTd, guidata da Hock Tan, CEO di Avago.


Avago Technologies ha annunciato l'acquisizione di Broadcom, suo diretto concorrente nel settore dei microchip, per 37 miliardi di dollari (17 miliardi in denaro e 20 miliardi in azioni). E' la più grossa operazione commerciale mai avvenuta in campo tecnologico che, secondo Bloomberg, farà raggiungere alla nuova società un valore di impresa di 77 miliardi, con un fatturato annuo di almeno 15 miliardi di dollari ed un risparmio di 750 milioni di dollari sui costi. Avago metterà le mani sull'intera società, debiti compresi.

chip Broadcom

Dalla fusione dei due chip maker nascerà Broadcom LTd, che sarà guidata da Hock Tan, CEO di Avago. Il nuovo Broadcom diventerebbe così il sesto produttore di chip più grande al mondo per fatturato, dietro i leader del mercato, Intel, Samsung, TSMC, Qualcomm e Micron. E' il secondo scossone importante nel settore, avvenuto a pochi mesi dall'annuncio dell'acquisizione di Freescale da parte di NXP Semiconductors NV per poco meno di 17 miliardi di dollari.

Avago ha sede a Singapore, ha messo i primi passi nel settore come una divisione di Hewlett Packard, per poi scorporarsi molti anni più tardi, ed oggi offre prodotti per comunicazioni wireless, infrastruttura cablata, storage enterprise e applicazioni industriali, mentre Broadcom è più conosciuto per i suoi chip di rete wired e wireless e per le soluzioni video, nonché per i processori utilizzati in Raspberry Pi. In pratica è un investimento strategico, perché Broadcom è specializzata in componenti per la telefonia mobile, un'area in crescita in cui Avago avrebbe deciso di allargarsi.

Con questa acquisizione, Avago continua la sua strategia offensiva. Nel 2013, il produttore di Singapore aveva già inglobato la rivale statunitense LSI pagando 6.6 miliardi dollari per garantirsi un posticino anche nel settore delle reti e dei chip dedicati alle infrastrutture di storage.

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