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Agenda digitale: si riparte da una cabina di regia

Riparte l'Agenda Digitale Italiana con l'istituzione di una cabina di regiaIl Decreto Semplificazioni rimette in moto l'Agenda Diigitale Italiana con l'istituzione di una cabina di regia e con l'individuazione di alcune aree d'intervento: smart communities, open data, e-governament, cloud computing e banda larga.

Si temeva che il Governo Monti, distratto dalle urgenti questioni economiche e politiche contingenti, potesse sospendere le poche iniziative intraprese dall'Italia per realizzare alcuni degli impegni previsti nell'Agenda Digitale imposta dalla Commissione Europea.

Un rischio che per fortuna s'è rivelato infondato, perché sotto il nome di Agenda Digitale viene raccolta una serie di azioni indispensabili per il futuro dell'Italia, come quelle volte a ridurre l'analfabetizzazione informatica, ad abbattere il digital divide, a promuovere la ricerca e l'innovazione, ed in generale a rafforzare la fiducia in Internet e nelle nuove tecnologie, lottando anche la criminalità informatica.

Fra le varie misure previste dal DL Semplificazioni, c'è anche l'istituzione di una "cabina di regia per l'attuazione dell'agenda digitale italiana", con funzioni di coordinamento degli interventi pubblici messi in atto da parte di Governo, Regioni, Province autonome ed Enti locali. La cabina di regia sarà frutto dell'accordo fra Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca e Ministero della Funzione Pubblica.

Per evitare una dispersione di risorse, il Decreto Semplificazioni circoscrive cinque aree d'intervento: smart communities, open data, e-government, cloud computing e banda larga.

La prima area è l'unica che sembrerebbe un po' vaga ed indefinita: si parla di un supporto per le "comunità intelligenti, finalizzate a soddisfare la crescente domanda di servizi digitali in settori quali la mobilità, il risparmio energetico, il sistema educativo, la sicurezza, la sanità, i servizi sociali e la cultura."

Le altre azioni, invece, sono più puntuali e circoscritte. Il patrimonio pubblico di dati ed informazioni deve conformarsi al paradigma degli Open Data con il risultato di favorire la trasparenza dell'attività pubblica e di consentire ai cittadini un più agevole accesso e controllo. Questo punto è strettamente legato a quello dell'e-governament, del quale costituisce quasi una premessa necessaria.

Un cavo in fibra ottica per la Banda Larga

Il modello decentralizzato del cloud computing si sposa perfettamente con i bisogni della PA e quindi non stupisce la presenza di una chiara indicazione normativa in questo senso. Mentre appare un po' riduttivo l'impegno a realizzare infrastrutture "di ultimo metro" (traduzione dell'anglosassone "last mile connectivity" ad indicare il segmento di rete che raggiunge gli utenti) solo per i "grandi spazi pubblici collettivi quali scuole, università, spazi urbani e locali pubblici in genere."

L'agognata Banda Larga per tutti è ancora una meta lontana, ma almeno abbiamo la sensazione che l'Italia si sia finalmente messa in cammino nella giusta direzione.

Commenti (3) 

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Come sempre ho i miei dubbi sul successo dell'iniziativa! Troppe volte mi sono trovato con pseudo tecnici della PA che non sapevano nemmeno cosa stavano facendo!
Io ho avuto sia la prima versione della carta d'identità elettronica (quella rosa per intenderci) che la seconda versione (quella azzurra) e tutto quello che mi era stato promesso con la prima versione è stato disatteso, anche le funzioni che erano già previste! Nella mia città mi avevano detto che si poteva usare direttamente come tessera bibliotecaria e per accedere ad altri servizi che il comune doveva attivare ma non è mai stato attivato nulla. Si parlava di box self service per stampare i propri certificati sia in carte semplice che con marche da bollo ect ect e nulla si è visto, e pensare che le università usano già qualcosa di simile quindi non sarebbe stato un grande sforzo.
La CIE ha già al suo interno il codice fiscale ma tutti gli uffici mi hanno sempre rifiutato di considerarlo valido e mi chiedevano il tesserno CF; addirittura mi sono fatto il passaporto europeo per evitare problemi con il documento dato che all'estero non sapevano cosa fosse e che spesso in Italia rifiutavano di riconoscerlo (e parlo anche di agenti di polizia) per fortuna che ho ancora la patente cartacea che viene considerata documento d'identità in Italia. Mi sorge anche il dubbio della gestione della CIE a livello UE dato che esiste il passaporto europeo (pagato in tasse e bolli mi pare 9euro) valido solo nell'UE.
Posta certificata poi non ne parliamo, dato che in più comuni non mi hanno mai risposto e mi hanno detto (contro quello che è stato già deciso a livello di legge) che non hanno valore legale e quindi non rispondono alle mail certificate; alla faccia di cosa dichiarò il signor Brunetta ai tempi.
Adesso la tecnologia c'è e può essere usata! Direi che sia il caso di usare le potenzialità della CIE e creare dei box selfservice nei comuni per accedere a tutti i documenti personali del comune, nella sanità per accedere a tutti i propri documenti ect ect e ci sarebbero anche tante cose sul lato spicciolo della gente.
Obbligare le persone ad usare il bancomat non è progresso digitale ma solo un balzello dato alle banche e basta, quindi Monti deve orientarsi diversamente per dire di aver fatto qualcosa.
Speriamo solo che non sia l'ennesima occasione per creare nuovi dirigenti che non dirigono nulla.
 
riky1979

riky1979

gennaio 31, 2012

il decreto sembra indirizzato a semplificare la burocrazia, che poi è quello che anche tu lamenti
piuttosto mi impensieriscono le smart communities, mi sembra un spiraglio per regalare denaro pubblico ai soliti "esperti" ed ai loro gruppi o ad iniziative che quasi sempre sbandierano grandi ideali ma poi di concreto fanno nulla  
Dgenie

Dgenie

gennaio 31, 2012

Devono anche stare attenti ad andare troppo sulle nuvole dato che poi si rischia di finire come MegaUpLoad! Sarebbe divertente che lo stato italiano appalti il servizio ad una società che per risparmiare usa un sistema di serve all'estero e magari un altro stato sequestra il tutto bloccando i dati anche all'Italia! Impossibile direte, io credo che sia più che reale se non si mettono bene dei paletti a tutto il sistema; anche un servizio eccellente come aruba ha avuto dei grossi problemi a causa di un semplice incendio; lo Stato Italiano non può permettersi che anche una serire di 4 incendi in varie località blocchi tutto il sistema (forse sono io che credo in uno Stato che lavori duramente e con precisione).
Banda larga non si è mai vista alla fine in troppe zone italiane e sarà solo un modo per fare regali in giro alle varie società.
Le smart community sono poi il vero mistero! Spero non intenda le smartbox della vacanze tanto in voga oggigiorni, la pa potrebbe intendere quello!
Poi dovrebbero anche convincere tutta la pa che il materiale cartaceo non serve sempre e comunque ma va bene anche quello elettronico, stampare un file elettronico per poi consegnarlo alla pa che lo scansiona per archiviarlo non ha molto senso.  
riky1979

riky1979

gennaio 31, 2012

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