Addio banda larga in Italia?
Nei mesi scorsi abbiamo seguito da vicino le operazioni per la diffusione della banda larga in Italia, i finanziamenti programmati per il nostro Paese e l'intenso sviluppo per la costruzione delle infrastrutture. Nel mese di giugno, infatti, il governo italiano chiedeva non solo l'impegno di privati, ma anche l'intervento di fondi europei, in quanto la UE aveva destinato oltre un miliardo per l'estensione della banda larga in Europa.

Prima dell'estate i fondi destinati alle infrastrutture (circa 800 milioni di euro) sono passati all'esame del Comitato interministeriale per la programmazione economica (o Cipe). Questo denaro, proveniente da fondi Fas per le aree sottoutilizzate, doveva essere integrato con finanziamenti pubblici già definiti per circa 264 milioni.
Nonostante i buoni propositi del governo, finalizzati soprattutto all'eliminazione del digital divide, l'Italia rimarrà indietro rispetto al resto dell'Europa. Con una nota ufficiale, il governo annuncia che i fondi stanziati rimarranno bloccati fin quando il nostro Paese uscirà dal periodo di crisi. A questa notizia, Confindustria ha emesso una nota di protesta contro la decisione del governo, sottolineando come la diffusione della banda larga sia una priorità per lo Stato ed un diritto per il cittadino italiano.
Solo qualche settimana fa, il governo finlandese ha dichiarato che entro il prossimo luglio 2010, l'accesso ad Internet con banda larga ad alta velocità (pari a 1Mb/s) diventerà un diritto fondamentale del cittadino. Secondo uno studio effettuato a giugno 2007, il 79% della popolazione finlandese sarebbe collegato ad Internet e si conterebbero 1.52 milioni di hotspot o 28.7 per 100 abitanti. La Finlandia è il primo Paese ad aggiungere il diritto di accesso ad Internet nella sua legislazione.
Perchè l'Italia rimane indietro? Il digital divide non è solo un'emergenza tecnologica ma rappresenta anche un'ostacolo sociale. Abbattere il divario digitale rimetterebbe in moto l'economica, l'Amministrazione Pubblica, la competitività di piccole e medie imprese, nonché l'inclusione sociale.
Ultimo aggiornamento Sabato 07 Novembre 2009 19:18


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